giovedì 27 marzo 2008

Un Vaccarezza da far paura - 14

Stavolta parliamo di un valido pittore, Bartolomé Vaccarezza.

Nato e cresciuto in Argentina, costui ha dipinto quadri di insolita bellezza, raffiguranti scene di grande efficacia e dinamismo. Tali dipinti sono stati esposti negli Stati Uniti, in Brasile, Uruguay, Spagna e Francia, oltre che nella misteriosa e furibonda Taipei.

Uno tra questi dipinti colpisce in particolare l'attenzione: un maestoso ritratto del celeberrimo Cavalcare.

Nicola Vaccarezza è rappresentato in un suo notorio momento di furia, e cioè quando apprese che il suo partito personale, il malevolo Partito del Nulla, era stato irrimediabilmente soppresso dalle competenti autorità.

lunedì 3 marzo 2008

Vaccarezza premier?


Di recente si susseguono le notizie che Sua Gagliardìa il meritorio ingegner Nicola Vaccarezza sia a un passo dal candidarsi alle imminenti elezioni politiche, al dichiarato fine di impossessarsi del temibile Palazzo Chigi nonché di tutti i preziosi oggetti ivi contenuti, tra cui un'antica tela del Parmigianino, derrate alimentari e un misteriosissimo e segreto otre.

La notizia è stata data recentemente, in via ufficiosa, dal famigerato blog Scavalcare, animato da loschi avversari di Sua Possenza Nicola Vaccarezza .

A quanto pare il procace magnate avrebbe fondato un partito nuovo di zecca, di cui avrebbe concepito il nome e il programma politico sei sere fa, mentre si trovava assiso in equilibrio instabile sopra venti noci di cocco appoggiate verticalmente una sopra l'altra.

Tale temibile partito si chiamerebbe (il condizionale è d'obbligo) PARTITO DEL NULLA. Esso avrebbe avuto l'incondizionato appoggio del sommo pontefice, in visita alla Magione di Cavalcare in occasione di un recente concerto di Vasco Rossi cui i due uomini di spirito avrebbero prestato ascolto in lieta compagnia.

I dieci punti salienti del programma di Sua Eccellenza sarebbero i seguenti:

* riscrittura completa della vigente Carta Costituzionale anagrammando quella esistente;
* depilazione forzata dei baristi;
* rescissione immediata dei negoziati di pace col bellicoso Stato di San Marino e autoproclamazione di Sua Perentorietà Nicola Vaccarezza a Monarca del Tritone;
* lauti compensi agli sfaccendati abitanti in zone agiate della penisola italiana, nonché di quella iberica;
* liberazione degli ostaggi (non è chiaro quali);
* proclamazione di una giornata di festa il 17 novembre;
* rapimento tramite i servizi segreti di Jacques Chirac (pron. Sgiàc Sciràc: è un nome francese) per metterlo segretamente al servizio della nazione italiana (a quanto pare come cuoco);
* sterminio sistematico di zanzare, piccioni e orpelli;
* trattati di amicizia e rispetto reciproco con stati ininfluenti come l'Armenia;
* aggressiva politica monetaria.

Secondo l'interpretazione di alcuni eminenti politologi (Giovanni Sartori, Bruno Vespa, Gianni Minà) quest'ultimo punto del programma politico verrebbe realizzato dal Cavalcare gettando con forza inaudita monete da 50 centesimi dalla sommità della sinistra Mole Antonelliana.

mercoledì 13 febbraio 2008

Un Vaccarezza da far paura - 13

Ritorna la rubrica più amata da Cavalcare. Eccoci dunque a un nuovo eclatante caso di Vaccarezza di successo.

Alludiamo a Monica Vaccarezza, autrice di un fortunato libro intitolato 2130: il grande formicaio.



In un malvagio futuro, una megalopoli disinibita è stata costruita nella Pampa argentina da un misterioso magnate. Costui si sollazza nell'alcolismo sfrenato e maltrattando animali, mentre gli edifici crescono a dismisura. Insomma un duro j'accuse che, probabilmente, non verrà ascoltato.

sabato 9 febbraio 2008

What a dick

Reduce da un successo senza pari, capace di mettere in ombra bestseller del calibro di Mondo senza fine, Harry Potter e i doni della morte e persino il temibile Guerra e pace, il capolavoro di Nicola Vaccarezza Cazzo me ne frega? sbarca ora sulle rive del Tamigi e tra le coscione della malvagia Statua della Libertà.



In altre parole, il grande successo filosofico che ha fatto la fortuna delle Edizioni Cavalcare è stato tradotto in lingua inglese e pubblicato, con tanto di carta, copertina e codice ISBN. Ora il volume, di cui si può ammirare la stupenda copertina qui sopra, è disponibile per università, centri di ricerca e anche per tutti i semplici appassionati di cose belle.

Ecco stralci di alcune delle recensioni:

New York Times: "An enormous work... Vaccarezza brings us over, beneath and also elsewhere".

The Times: "A Philosophical view over every-day life and a way to keep troubles away from mind".

Herald Tribune: "It's not the usual stupid book. It's something more".

Wall Street Journal: "Maybe a good job, but what a pity for the cover".

lunedì 21 gennaio 2008

La scoperta della religione



Con grande profluvio di buoni sentimenti e di afrori le impavide Edizioni Cavalcare hanno da poco dato in pasto ai tipografi il nuovo capolavoro di Fabbio Peder. Si tratta di Preghierone.

Il Peder traccia le tappe del suo disordinato percorso spirituale, che lo ha portato, seppure fuggevolmente, ad abbracciare la Vera Fede.

Attraverso rinunzie e sacrifizi, utilizzando un costosissimo cilicio interamente fabbricato in silicio, Fabbio ha deciso di frapporre tra il suo nome e il suo cognome, così come tra le sue pudìche cosce, il soprannome di "Timordiddio".

In occasione della conferenza mondiale di presentazione della Sua opera, avvenuta in località Via Veneto lo scorso sabato, egli ha affermato:

"Fa sempre piacere una birretta".

lunedì 26 novembre 2007

Nicola Vaccarezza colpito e fondato


Questo articolo ha una finalità storica. Raccontare come Nicola Vaccarezza fu colpito e come fu fondato.

La nostra storia prende le mosse a mezzogiorno del 1 dicembre 1996. Era il giorno del ventesimo compleanno di Nicola Vaccarezza. In quel momento egli si trovava saldamente abbracciato alla statua in piombo e zinco di Giuseppe Mazzini, patriota risorgimentale, posta al centro dell'omonima piazza di Chiavari, meglio nota come "piazza dei cavoli". Il Cavalcare abbracciava Mazzini a mò di valzer: entrambi i personaggi avevano un braccio teso orizzontale, tenendosi nelle mani, mentre i loro volti erano così vicini che potevano sentire il respiro uno dell'altro. Ma com'era arrivato il Cavalcare lassù? Nessuno lo sa.

Orbene accadde che la folla che nel frattempo si trovava sotto la statua prese a dire: "Ma quello rischia di farsi male, né!", "Ma che venga giù subito, né!", oppure "Ma cosa ci fa quello lì abbracciato alla statua, né!". L'assembramento di gente cresceva col passare dei minuti, e tutti avevano la faccia rivolta all'insù, e ammiravano la bellezza della coppia di patrioti.

D'un tratto alcuni giovinastri presero a divertirsi. Acquistarono frutta e verdura dagli ortolani ivi presenti e iniziarono a lanciarla contro il malcapitato Cavalcare. Fino a che arrivavano acini d'uva, il Cavalcare se ne stette abbracciato a Mazzini. Lo stesso fece quando i marrani gli lanciarono pomodori. Ancora se ne stava abbracciato alla statua allorché gli lanciarono ananas e angurie. Accadde però che i maleducati giovani iniziarono a lanciargli noci di cocco. Queste furono davvero troppo. Una di esse colpì il bel cranio di Cavalcare e immediatamente egli cadde all'indietro. Tutti videro la scena come al rallentatore: la mano di Cavalcare si staccava da quella di Mazzini, poi tutto il corpo precipitava all'indietro, sino a cadere rumorosamente sul selciato. A quel punto la folla si disinteressò di lui e tornò alla sue faccende. Nicola Vaccarezza giacque incosciente quattro giorni e quattro notti sul posto. Nel frattempo, però, la sua fervida mente non rimase inattiva. Poco prima egli aveva notato la fastidiosa presenza di guano sul corpo di Mazzini. Aveva maturato un profondo disprezzo per i piccioni che tanto strafottenti avevano scagazzato. Egli concepì, così, la fondazione di NICOLA VACCAREZZA, ossia, come è ben facile intuire, il Nuovissimo Istituto Che Opera Legalmente, Avente Varie Attività, Come la Combustione degli Animali, la Rigassificazione degli Elefanti, la Zoologia, la Zootecnìa e l'Allevamento.

Dopo poco più di dieci anni NICOLA VACCAREZZA è divenuta una multinazionale che trae ricchezza, energia e sollazzo da una fonte pressocché inesauribile: gli animali.