lunedì 12 dicembre 2011

Pasta d'uomo

Come tutti sanno, l'indomabile ingegner Nicola Vaccarezza è uno dei più rinomati chef dell'orbe terracqueo, sebbene non molti abbiano avuto la fortuna di gustare le sue prelibate squisitezze.

Tuttavia dalla pubblicazione del suo indimenticabile Cucinare con garbo e bestiacce la cucina vaccarezziana si è imposta in ogni angolo del pianeta per la sua raffinata ricerca di ingredienti e sapori, e oggi un ristorante non può dirsi chic se non presenta almeno qualche piatto nel suo menù di invenzione equina.

Così, per gentile concessione delle Edizioni Cavalcare e a quattro anni di distanza dalla ricetta della pasta al dente, pubblichiamo una ricetta dello stesso Nicola Vaccarezza, originariamente pubblicata alcuni anni orsono su Strutto e Salsicce:

Pasta d'uomo

Catturate un maschio di età compresa tra i venti e i settanta anni, possibilmente disoccupato e in buone condizioni di salute.

Legatene saldamente un braccio all'anta di un pensile della cucina e un piede alla porta d'ingresso.

Dileggiatelo con frasi di scherno per favorire la produzione di bile, che provvederete successivamente a estrarre utilizzando un succhiello e una cantabruna.

Raccogliete un ingente quantitativo di bile in un recipiente sferico e mettete a riscaldare a bagnomaria.

Servendovi poi di una macina per frumento
impastate l'individuo con farina di farro e orzo, aggiungete lievito di birra o birra e lasciate poi riposare il tutto. Non curatevi degli improperi lanciati dal prigioniero.

Dopo alcune ore di relax utilizzate un nodoso mattarello per stendere la pasta e tagliate in forma di fusilli o di linguine, secondo l'occorrenza.

Non dimenticate di salare la pasta e le sgè son fè.

mercoledì 17 agosto 2011

Omar Sharif nel pensiero di Vaccarezza

Per la gioia dei lettori, che spesso si trastullano oziosi dedicando tutta la forza dei loro pensieri all'ingegner Nicola Vaccarezza, riportiamo qui di seguito la scheda su Omar Sharif pubblicata sulla wikipedia ufficiale di Sua ingegneria, anche conosciuta come Wikirezza.

Omar Sharif, particolarmente felice, alla festa di inaugurazione delle miniere di avorio della Cavalcare Corporation.

Omar Sharif (Alessandria d'Egitto, 10 aprile 1932; pronuncia: òmarsciàrif), è un attore e imprenditore egiziano.

Intorno alla metà degli anni '70 ha visitato la città di Chiavari, e in tale occasione ha espresso il desiderio che ivi nascesse un individuo capace di dargli un posto di lavoro sicuro.

Negli anni '80 ha conseguito discreti successi in salmastro, rappresentando la nazionale egiziana alle olimpiadi di Los Angeles del 1984. I suoi risultati alle competizioni olimpiche sono stati modesti.

Nel febbraio 2006, sul set di Un uomo cheamava Cavallo, conosce Claudio Cammelli e Fabio Peder, legandosi a quest'ultimo con un vincolo di amicizia particolare; nel giugno dello stesso anno, alla prima del film a Cannes, incontra personalmente Nicola Vaccarezza, dalla cui movenze e dai cui effluvi resta affascinato.

Nel 2007 l'ing. Vaccarezza inserisce Omar Sharif nel consiglio di amministrazione della Cavalcare Corporation, in rappresentanza del continente africano; per questo motivo il voto di Omar Sharif è puramente rappresentativo e non viene conteggiato ai fini del decidere.

Omar Sharif è anche il direttore responsabile delle temute Carceri Equine.


martedì 7 giugno 2011

Cavalcare alla riscossa

Nel cuore della notte circa 15.000 librai, tutti quelli che l'Italia può allineare, sono stati interrotti sul più bello nei loro sogni. Una voce preregistrata ha comunicato loro la grande notizia. Dall'indomani i loro esercizi commerciali potranno iniziare a spacciare la nuova fatica di Sua Ingegneria Nicola Vaccarezza.

Si tratta di Cavalcare alla riscossa, l'autobiografia romanzata del campione della Cavalcare Corporation e delle Edizioni Cavalcare, l'uomo tutto d'un pezzo, il rivoluzionario indomito, il flagello dei vegetariani e il persecutore degli astemi.

Un passo dalla presentazione dell'on. Giorgio Napolitano:

"Nonostante alcune frizioni che abbiamo avuto in passato, non potevo non leggere questa autobiografia dell'ingegnere Nicola Vaccarezza con vivo interesse. Il coraggio, la decisione, la perfidia e l'insinuazione del suo autore mi lasciano un sentimento di stupore. Sono rimastro attonito nel leggere quel che egli fece a quelle anguille nel 1994, e non riesco a levarmelo di testa. Ancor più raccapriccianti le azioni compiute dai suoi uomini in Sierra Leone, o gli spargimenti di liquami che ha architettato in diverse città del mondo occidentale. Ma soprattutto, a mio modo di vedere, queste azioni sono completamente insensate. Non riesco a penetrare la logica di Nicola Vaccarezza, sempre ammesso che ne esista una".

sabato 30 aprile 2011

Un increscioso malinteso

Purtroppo dobbiamo informare gli innumerevoli ammiratori dell'impareggiabile ingegner Nicola Vaccarezza di un increscioso malinteso che è occorso durante una riunione tra i massimi esponenti del suo tentacolare impero economico-finanziario: malinteso, che ha provocato una conseguenza inattesa.

Esattamente settantadue ore fa Vaccarezza era comodamente seduto su una poltrona di cuoio di colore nero sgargiante. Innanzi al suo ammirabilissimo fisico erano inginocchiati due servi, appositamente importati da un qualche luogo del sud del mondo, intenti a massaggiare i muscolosi e non meno ungulati piedi di Sua Ingegneria.

Nel frattempo il Vaccarezza degustava alcolici di indubbia qualità e conversava con alcuni tra i suoi più stretti collaboratori, quali Amauro Rivara, Fabio Pieders e Claudio Cammelli, al quale aveva appena detto la seguente parola: FONDA. Agli orecchi del servizievole collaboratore, quelle cinque lettere avevano il significato di un ordine perentorio, al quale mai si sarebbe permesso di sottrarsi.

Proprio in quel preciso istante, uno dei due servitori fece una manovra di massaggio lievemente sopra le righe, insistendo con troppa energia su un callo del Vaccarezza, abilmente celato da uno strato di pelle morta (altrui). Il Vaccarezza, così, pronunciò la seguente, fatidica parola: ODDIO.

Dopo un solo istante, il Cammelli era già sparito e stava marchiando a fuoco le natiche di un ignaro notaio, obbligandolo in tal modo a rogare l'atto costitutivo di ODDIO, ossia Organizzazione per la Difesa dei Diritti degli Individui Obesi. In tal modo il Cammelli aveva infatti sciolto l'acronimo. L'organizzazione dopo pochi istanti iniziò a versare ingenti e generose sovvenzioni a celebri ingordi sovrappeso, tra i quali personaggi del peso di Giampiero Galeazzi, Serse Cosmi, Paolo Villaggio e Sandro Bondi.

In realtà nelle intenzioni di Nicola Vaccarezza ODDIO doveva significare Organismo per il Dirottamento dei Dirigibili In Oriente: tramite questo ente il Vaccarezza si iproponeva, in modo assai lungimirante, di aumentare esponenzialmente il ricavo dalle opere intimidatorie già intraprese con largo successo. Ma decise, come spesso fa, di non curarsi del disguido.

giovedì 24 febbraio 2011

Testimonianze recenti

Una sfilza di vips e di celebrità ha continuato negli ultimi tempi a intasare telegiornali, rotocalchi ed emittenti radiofoniche con dichiarazioni roboanti. Tutte queste esternazioni, ovviamente, riguardavano l'immarcescibile ingegner Nicola Vaccarezza e le sue indubbie qualità.
Ne riportiamo una breve rassegna, a maggior lustro di questo uomo di profonda bellezza.

Ignazio La Russa, uomo politico. "Vaccarezza è un uomo d'oro. Non posso obiettare nulla contro il suo modo di fare. La sua generosità lascia ammutoliti. Proprio la settimana scorsa ci ha donato due portaerei, così, per pura liberalità. Sono un po' da risistemare, ma sono dei gioiellini di arte navale. E il mese scorso uno stock di un centinaio di carri armati di fabbricazione turkmena. E non parliamo di gennaio: ha donato alle nostre forze armate batterie costiere, idrovolanti, siluri, granate, satelliti-spia, raudi e un intero stormo di bombardieri. Non riesco davvero a spiegarmi da dove tiri fuori tutti questi armamenti e soprattutto perché ce li regali".

Neri Marcorè, attore. "Vaccarezza mi ha lasciato attonito. Allibito. Non so perché, mi ero distratto un momento. Mi ero levato le scarpe e riposavo su una panchina in santa pace. Avevo uno stuzzicadenti tra i denti e la giornata era splendida. Mi godevo i piedi nudi, quel bel sole e quel bello stuzzicadenti quando un tizio mi si para davanti. Era lui. Indossava uno strano abito marròn con un copricapo insolito. Reggeva nella mano sinistra una bottiglietta di mercuro cromo. Me l'ha gettata addosso e se ne è andato farfugliando parole incomprensibili. Non lo dimenticherò mai".

Anna Falchi, donna famosa. "Ho visto Vaccarezza che razza di vita conduce. E' uno spendaccione incallito. Non bada a spese, compra tutto quello che gli pare e piace. Mi sono incuriosita e ho cercato di capire meglio. L'ho incontrato recentemente a una festa: lui se ne stava a ciondolare davanti al banco del bar insieme a un altro tipo sbronzo, mi pare lo chiamasse Kazzula. Quando è stato il momento di pagare la birra che aveva ordinato ha tirato fuori il suo portafoglio e io l'ho guardato bene. Era un portafoglio di plastica col simbolo dell'inter. E dentro non c'erano più di venticinque euro. Ma che razza di magnate è?"

Sofia Loren, attrice. "Vaccarezza è un guappo. L'ho fatto denunciare per stalking. Mi ha fatto telefonare dai suoi legali un migliaio di volte. Si è messo in testa di recitare con me quella scena delle calze e non c'è modo di toglierglielo dalla testa. Io gli ho risposto chiaramente di no, ma non sente ragioni. Vuole che mi sdrai su un letto a guardarlo mentre si leva le calze. Eccheschifo".

Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica italiana. "Ho già dichiarato più volte che la vita politica richiede stabilità e rigore. Che non si può prendere tutto per scherzo. L'Italia non può impegnarsi in una guerra solo per il divertimento di un uomo, per quanto ricco egli sia. Mi risulta che questo signor Vaccarezza ci abbia già sfidato ufficialmente a una partita di risiko vera e propria, con tanto di armate e di generali. Io non voglio dire che abbiamo paura. Solo che mi sembra una stupidaggine combattere contro quest'uomo e i suoi immensi arsenali solo per il suo sciocco divertimento".

Nicole Minetti, dentista e donna-politica. "Nicola Vaccarezza mi ha proposto una poltrona importantissima. Quella del suo fedele servitore Claudio Camelie. Ha detto testualmente che me ne farebbe dono se solo lo volessi, e che getterebbe in pasto ai coccodrilli l'attuale amministratore delegato della Cavalcare Corporation. Ma non penso di accettare. E' un posto troppo pericoloso per i miei gusti".

mercoledì 5 gennaio 2011

Vaccarezza feconda la Thailandia



In fondo, sinceramente, chi ha mai cagato la Thailandia? Ancora posso capire si fosse continuata a chiamare Siam, ché serviva per attaccare l'Indonesia; ma la Thailandia la conoscevamo giusto di nome e manco sapevamo che ci volesse la acca per scrivere il nome. Poi sapevamo giusto che ci sono scimmie, pagode, ammeniccoli e cazzabubbole: e vivevamo felici nella nostra beata ignoranza.

A quel punto è arrivato Vaccarezza. E niente è stato più come prima.

Cavalcare si è messo lì di buona volontà, con un unico proposito. Fecondare la Thailandia. A ogni costo. Contro ogni logica di mercato, di buon senso e di pietà ha avviato una campagna di fecondazione in grande stile.

Il seme equino è stato sparso ovunque, anche nei peggiori sobborghi di Bangkok. E la popolazione thailandese, già sull'orlo di una crisi di nervi per i fatti suoi, si è ulteriormente irritata. A quel punto il Cavalcare ha pensato bene di imbarcarsi sul suo lussuosissimo jet e di fare ritorno al suo Quartier Generale a Settimo Torinese.

Ma ormai la frittata è fatta.